Sono stati acquistati 19 macchinari per scavare le gallerie ferroviarie. Va avanti il piano di formazione finalizzato al reclutamento di tecnici
Un polo produttivo e logistico al servizio del Ponte sullo Stretto in un unico posto. È la strada che sta seguendo Webuild in vista dell’apertura dei cantieri del Ponte sullo Stretto. L’amministratore delegato Pietro Salini non si sbilancia ma conferma che il cantiere per individuare l’area più idonea è aperto: «Stiamo selezionando diverse candidature di spazi industriali in Sicilia, cerchiamo sinergie per potere avere uno stabilimento di frese in un posto unico senza dover distribuire lavorazioni in più impianti». Tutto lascia pensare che il luogo più adatto potrebbe essere Belpasso in provincia di Catania dove l’azienda è già presente. Qualcuno ha anche ipotizzato che vi potesse essere anche l’area industriale di Termini Imerese tra i siti candidati.
Salini parla nel corso della conferenza stampa convocata dalla presidenza della Regione Siciliana per fare il punto sullo stato di avanzamento dei cantieri aperti nell’Isola e sulle attività di formazione avviate dal gruppo in collaborazione con la Regione. Il Ponte sullo Stretto non è esattamente all’ordine del giorno dell’incontro cui partecipano, oltre a Salini, il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, il presidente di Rfi Dario Lo Bosco e il presidente di Eurolink Gianni De Gennaro. «La realizzazione della Palermo-Catania-Messina e la realizzazione del Ponte fanno parte di un piano senza precedenti per la Sicilia – dice Schifani –. Non ricordo interventi così massicci da parte del governo nazionale. Stiamo vivendo una primavera che ci consentirà di accedere a un’estate di migliore fruibilità dei trasporti. Vigileremo sul rispetto dei tempi che sono comunque quelli del Pnrr, quindi non facilmente derogabili». Niente sconti dunque, sembra essere il messaggio. «I tempi delle opere saranno assolutamente rispettati, i fondi del Pnrr sono al sicuro – dice Lo Bosco – Ci siamo affidati a imprese di caratura mondiale, i presidi di legalità sono al massimo. Per evitare difformità nei costi e nei tempi abbiamo come mantra il rispetto assoluto dei cronoprogrammi».
In gran parte dei cantieri siciliani di Rfi è presente Webuild (7 progetti ferroviari per 200 chilometri di rete, con 175 km di gallerie e un cantiere autostradale), che ha avviato un piano per formare e assumere tecnici specializzati: «Abbiamo assunto 65 persone che sono state formate nella nostra scuola di formazione di Belpasso, nel Catanese, e contiamo di assumerne 7mila» dice Salini che sottolinea:«1.700 persone sono già oggi impegnate nei cantieri». Il centro avanzato di Belpasso ha l’obiettivo di formare tecnici specializzati nelle macchine Tbm che saranno utilizzate per realizzare i 120 km di gallerie necessarie sulla linea ferroviaria Palermo-Messina-Catania. «Oggi Webuild è l’operatore più grande del mondo per macchine Tbm – ha aggiunto Salini –. Ne stiamo comprando 40 per tutto il Paese, 90 nel mondo, 19 arriveranno in Sicilia per un investimento di 400 milioni». Ultima Tbm partita ieri è quella nel cantiere Sciglio sulla tratta Taormina-Giampilieri. Serviranno nei cantieri già avviati o pronti al via come l’Autostrada Ragusa-Catania.
«Stiamo facendo un lavoro straordinario per il Paese e per collegare la Sicilia al resto del mondo – dice Lo Bosco –. Stiamo operando assieme al presidente della Regione Renato Schifani: ci sono 17,6 miliardi già finanziati. È una rivoluzione copernicana che vedrà finalmente nella direttrice Palermo-Catania-Messina la realizzazione del trasporto integrato. A Palermo apriremo un cantiere digitale parlante per dare informazioni sui tempi di lavorazione nei cantieri». Procedono a pieno ritmo, per esempio, i lavori sulla Tratta Bicocca-Catenanuova, oggi al 75% di avanzamento, con completamento del corpo ferroviario previsto a settembre 2024. A maggio verrà consegnata la prima tratta completa, con circa 12 km di binari da Catenanuova a Sferro; sono stati già completati inoltre 9 sovra-attraversamenti ferroviari e sono in corso anche i collaudi statici dei 17 viadotti di linea.
FONTI Nino Amadore “Enti Locali & Edilizia”
